SABATO 8 NOVEMBRE 2025 | Piazza Masolino | Panicale (PG)
un viaggio teatrale al tramonto nel paesaggio mitico e musicale degli Etruschi
Fanciulli etruschi | Nel mito i fanciulli divini appaiono in luoghi impervi e inquietanti e, sopravvissuti a persecuzioni e violenze, alla fine sprigionano un’inaspettata forza numinosa e trasformativa: se Tagete nato dalle zolle accanto al mare rivela agli Etruschi come predire il futuro, lo spettacolo narra anche della giovane Ino che fuggendo nelle onde dalla brutalità omicida del marito diviene la dea Leucotea, benefica soccorritrice dei naufraghi, che gli Etruschi chiamavano Thésan. Il suo velo di schiuma marina salverà Odisseo dalla violenza dei flutti intonando il nostro cuore antico alle tragedie mediterranee dei nostri giorni. La splendida testa scolpita della giovinetta Thèsan, ora custodita nel Museo etrusco di Villa Giulia, fu ritrovata miracolosamente intatta tra i resti del tempio etrusco di Pyrgi.
La nostra epoca, in pieno naufragio, è in cerca di una rigenerativa rivoluzione delle coscienze, e può trarre linfa dai nostri antenati Etruschi che affrescavano le loro tombe di giovinetti e giovinette danzanti attraverso i quali, immettendosi nel ciclo perenne di vita/morte/vita, s’ingraziavano la rinascita. Dietro ad ogni fanciulla e fanciullo divino c’è sempre Dioniso, per gli Etruschi Fufluns, che fin nella sonorità del nome evoca ciò che è fluido, vivo, in continua trasformazione.
Le polifonie originali di Fanciulli etruschi sono composte su testi etruschi e, insieme al suono di strumenti arcaici, s’intrecciano alla drammaturgia narrativa per evocare il mistero delle metamorfosi, il ritmo dionisiaco, la dolcezza e la forza della fanciullezza come speranza trasformativa.
Foto di Placido Scardina
